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La storia di Spinaci

1993
Cinelli sperimenta nuove appendici da applicare al tradizionale manubrio.

Concettualmente diverse dalle prolunghe aerodinamiche - vietate dall’UCI - le nuove appendici nascono con ben altre finalità; si propongono infatti l’obiettivo di rilassare polsi e braccia durante la progressione in gruppo, offrendo, tra l’altro, una presa sicura per "tirare" in salita. Più corte e più larghe delle prolunghe di triathlon, sono orientabili grazie ad uno snodo a doppio fulcro.

Vengono provate in allenamento da numerosi atleti dilettanti e professionisti, tra i quali Claudio Chiappucci che contribuisce alla definizione del prodotto stesso, suggerendo nuovi angoli e posizioni.

1994
E’ maggio: Cinelli invia all’UCI la documentazione tecnica per ottenere l’omologazione del prodotto per le gare su strada. Il prodotto esordisce in gara al Giro d’Italia.

Chiappucci, infatti, si presenta alla punzonatura della prima tappa con gli Spinaci montati ma i giudici - in assenza di regolamenti in proposito - glieli fanno smontare prima della partenza. Durante lo stesso Giro, a dimostrazione dell’efficacia dell’attrezzo in salita, Chiappucci e Pantani lo utilizzano per la cronoscalata al Passo del Bocco, ottenendo risultati eccezionali.

Agosto 1994
Nuova documentazione tecnica viene presentata ai mondiali di Palermo, mentre Luciano Fusar Poli - ex olimpionico e dirigente della Cinelli - ha modo di parlare con tutti i membri della commissione tecnica per chiarire ulteriormente l’utilizzo del prodotto, rimuovendo ogni residuo dubbio. L’Unione Ciclistica Internazionale ufficializza con una lettera del 1 novembre 1994 l’omologazione degli Spinaci: a partire dal 1 gennaio 1995 possono essere utilizzati in tutte le gare su strada.

1995
Marzo: gli Spinaci fanno il loro esordio in una prova di Coppa del Mondo, utilizzati da Claudio Chiappucci, suscitando l’interesse della stampa specializzata.

Cresce il numero degli atleti professionisti che utilizzano gli Spinaci nelle competizioni su strada; le vendite iniziano a crescere.

Chiappucci appare alla TV francese Antenne 2 al termine della seconda tappa del Tour de France: è intervistato per presentare gli Spinaci, definiti miglior novità tecnica del Tour 1995.

1996
Cinelli investe molti milioni in pubblicità e sponsorizzazioni di team professionistici che promuovano l’uso degli Spinaci originali, quelli U.C.I. approved, perchè sono già numerose le imitazioni.

La società 3T - convinta del vantaggio competitivo offerto dal riconoscimento ufficiale dell’UCI - ottiene per il proprio prodotto un'autorizzazione simile a quella di Cinelli.

Nel frattempo, gli Spinaci vengono eletti prodotto più innovativo dell’anno dalla rivista Velo News; ottengono numerose copertine ed infiniti redazionali.

Gli Spinaci trionfano in un gran numero di gare; se ne vendono svariate decine di migliaia.

Viene avviato un piano investimenti del valore complessivo di 12 miliardi di lire per costruire la nuova sede della Gruppo S.p.A., nata dalla fusione di Cinelli, 3T e Columbus, avvenuta nel mese di dicembre.

1997
L’uso degli Spinaci o di prodotti simili è ormai la norma tra i professionisti: sono presenti sulle biciclette di tutti i principali campioni. Il vincitore della Coppa del Mondo, Michele Bartoli, dichiara che non può farne a meno. E sono diffusamente presenti anche ai Campionati del Mondo di San Sebastian, per esempio sulla bici del secondo classificato, con un prodotto simile a Spinaci.

E’ Luglio.
Al termine del Tour de France il sig. Jean Marie Leblanc, direttore del Tour stesso, afferma in un’intervista rilasciata ad Angelo Zomegnan che le cadute registrate al Tour de France nelle prime dieci tappe sono state causate da prodotti tecnici utilizzati dai ciclisti e si riserva di annunciare a breve grosse novità tecniche; evidentemente, già conosce la decisione che il Comitato direttivo dell’UCI prenderà il giorno 8 ottobre !

Successivamente a questa intervista, il giorno 8 agosto, il presidente dell’UCI sig. Verbruggen, invia una lettera a tutti i gruppi sportivi professionistici ed a tutte le federazioni chiedendo il loro parere sulla supposta pericolosità degli Spinaci e delle ruote a razze, esprimendo così la sua personale opinione sui prodotti in questione.

La quasi totalità dei Team Pro si schiera a favore di Cinelli, così come accade per molte Federazioni nazionali.

I dirigenti Cinelli partecipano a numerosi incontri con esponenti dell’UCI nelle giornate precedenti il congresso ed incontrano informalmente diversi membri del Comitato Esecutivo.

Il 22 settembre Luciano Fusar Poli invia al sig. Verbruggen una lettera in cui documenta la sicurezza di Spinaci attraverso i giudizi espressi dalle squadre di professionisti che li utilizzano; sono infatti più di seicentomila le estensioni - tra Spinaci e simili - utilizzate dai ciclisti in tutto il mondo senza che sia stato registrato alcun incidente da imputare al loro impiego e senza che sia mai stato segnalato alcun difetto di fabbricazione.

Il 25 settembre, anche il presidente di Gruppo S.p.A., sig. Antonio Colombo, ribadisce i concetti già espressi da Cinelli in un nuovo documento, trasmesso al direttore del Tour de France, Jean Marie Leblanc.

Il giorno 8 ottobre l’UCI si pronuncia: sospende l’utilizzo delle prolunghe tipo Spinaci e concede invece alle ruote a razze uno slittamento di un anno della decisione finale, dando così tempo ai tecnici di modificare il prodotto. Si tratta di una sorta di periodo di aspettativa durante cui il prodotto continuerà ad essere utilizzato così com’è oggi, in attesa delle trasformazioni.

Non c’è traccia di alcuna relazione e documentazione tecnica a sostegno delle decisioni UCI; non ci sono motivazioni scientifiche ufficiali ad avvalorare i provvedimenti UCI.

Il 22 ottobre, il sig. Antonio Colombo, presidente di Gruppo S.p.A., invia al sig. Verbruggen una nuova lettera in cui - ancora una volta - descrive l’iter progettuale e creativo che portò all’invenzione degli Spinaci. In particolare sottolinea come "il maggior comfort che essi garantiscono, è destinato a diventare un fattore di sicurezza" e chiede che - in attesa di ulteriori, concrete dimostrazioni tecniche ed eventuali variazioni del prodotto e delle istruzioni d’uso - la decisione della UCI sia sospesa.

Nel frattempo i dirigenti di Gruppo S.p. A. affidano al Centro di Bioingegneria dell'Università di Milano il compito di condurre un’accurata sperimentazione che consenta di misurare i tempi di accesso alle leve freni a seguito di azioni volontarie o stimoli esterni su manubri dotati di prolunghe del tipo Spinaci.

Si esprime a favore degli Spinaci anche il Dott. Luigi Simonetto, medico e traumatologo dello sport, componente della Commissione Sanitaria Nazionale della FCI. Nella sua relazione precisa che " ... Per quanto riguarda la supposta pericolosità rappresentata nelle gare in linea da tali soluzioni meccaniche e determinata da una ipotizzata difficoltà da parte degli atleti ciclisti a recuperare, in situazioni critiche, il pieno controllo del mezzo meccanico, la concretezza degli eventi non fornisce a tutt’oggi a chiunque abbia responsabile ruolo di vigilanza sanitaria nel contesto istituzionale delle Federazioni alcun elemento a supporto di tale tesi. ..."

Dall’UCI - ancora una volta - solo silenzio.

Il 13 dicembre il sig. Antonio Colombo, Presidente di Gruppo S.p.A., assistito dall’avvocato Ugo Dal Lago, porta in giudizio l’UCI, chiedendo un provvedimento d’urgenza.