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ELABORAZIONE DATI
Facendo riferimento alla disposizione dei marcatori m0,
m1 e m2, evidenziata in figura
9, il tempo di raggiungimento delle leva dei freni (tempo totale
di movimento) è stato misurato come l'intervallo di tempo intercorrente
tra il primo apparire del movimento del marcatore m1 (assunto
come indicatore del movimento dellintera mano) e linizio
del movimento del marcatore m2 solidale alla leva
freno. In Figura 10 è riportato un grafico rappresentativo degli
spostamenti relativi dei due marcatori in esame, con lindicazione
degli istanti iniziale e finale del movimento.
Note sulla posizione dei marcatori
Il marcatore m2 è situato a 150 mm di distanza
dallapice del freno ed è stato reso solidale con esso grazie
ad una prolunga rigida di massa trascurabile. Obiettivo della trasposizione
è lamplificazione dello spostamento del freno per meglio identificare
linizio del movimento.
Il marcatore m0 è fissato al manubrio a mezzo
di una prolunga rigida di massa trascurabile. La prolunga è stata
realizzata e fissata in modo tale da posizionare il marcatore in
questione sul piano perpendicolare dallasse di rotazione del
manubrio passante per m2, a una distanza dall'asse
r0 uguale a r2. La disposizione
prescelta ha come obiettivo quello di ridurre i disturbi dovuti
alle oscillazioni del sistema atleta-bicicletta e quindi di rendere
più accurata l'identificazione degli istanti iniziali del movimento
della mano e del freno. In tal senso, spostamento, velocità ed accelerazione
dei marcatori m1 e m2 vengono
valutati passando dal sistema di riferimento assoluto del laboratorio
(X, Y, Z) al sistema di riferimento relativo, solidale con m0
(X , Y, Z) come illustrato in figura
11.
ANALISI STATISTICA
Lesistenza di un effetto sul tempo di frenata dovuto alle
diverse modalità di impugnatura è stata verificata mediante ANOVA.
Eventuali differenze significative tra coppie di condizioni sono
state localizzate mediante il Newman Keuls post hoc test.
Lesistenza di differenze significative tra la condizione
con prolunghe manubrio e le altre modalità di impugnatura, considerate
ciascuna separatamente, è stata testata mediante Student t-test
per dati appaiati.
Per tutti i test utilizzati si è fissato un livello di significatività
di 0.05.
RISULTATI E DISCUSSIONE
Tempo di raggiungimento leva freno
In figura 12 sono riportati, in funzione delle diverse modalità
di impugnatura del manubrio, i valori medi e le deviazioni standard
dei tempi di raggiungimento della leva del freno, espressi in millesimi
di secondo (ms). I dati riportati sono stati ottenuti raggruppando
i valori di tutti i soggetti nelle differenti condizioni sperimentali.
Dal punto di vista della durata media del tempo di esecuzione (inferiore
ai 300 ms), il movimento in esame rientra nella categoria delle
risposte motorie brevi, pre-programmate, con controllo a circuito
aperto, nelle quali le modalità attuative sono completamente specificate
prima dellesecuzione, senza possibilità di apportare sostanziali
modifiche allazione una volta iniziata.
Come evidenziato dai valori relativamente bassi di deviazione standard,
gli atleti esaminati si sono rivelati particolarmente costanti nei
tempi di esecuzione, mostrando un alto livello di automatismo, prevedibile
considerato il livello di qualificazione e la scarsa complessità
del movimento oggetto dello studio.
I tempi medi di movimento oscillano dai 147 ms dellimpugnatura
3 (alto-laterale, in corrispondenza della parte
fissa delle leve dei freni) ai 276 ms dellimpugnatura 7
(alta, sul tratto centrale della piega, con le mani in prossimità
dellattacco manubrio).
Non si sono evidenziate differenze significative tra limpugnatura
sulle prolunghe Cinelli Spinaci e le impugnature corrispondenti
alle posizioni 5 (sul tratto centrale della piega
manubrio) e 7 (sul tratto centrale della piega,
con le mani in prossimità dellattacco manubrio).
Come era prevedibile, le impugnature con le mani in prossimità
della leva dei freni (posizioni 1 , 2
, 3 e 4 ) hanno fatto registrare
tempi lievemente inferiori a quelli ottenuti con gli altri tre tipi
di impugnatura. La differenza massima rispetto all'impugnatura su
prolunghe Cinelli Spinaci è pari a 120 ms, equivalenti a 2 m percorsi
a 60 km/h, come di seguito illustrato dettagliatamente.
Stima delleffetto del tempo di raggiungimento delle leve
freno sullo spazio di frenata. Confronto tra le posizioni caratterizzate
dal tempo minimo e massimo di accesso alla leva freno.
In figura 13 è riportato lo spazio percorso dal mezzo durante lintervallo
di tempo necessario ad azionare le leve dei freni, ipotizzando tre
velocità di avanzamento (36, 48 e 60 km/h). I valori, calcolati
in base ai tempi riportati in figura 12, evidenziano una differenza
massima dipendente dalle impugnature di 1.3, 1.7 e 2.1 m, rispettivamente
a 36, 48 e 60 km/h.
Per stimare il peso globale di questi valori nei confronti dello
spazio totale di frenata si è proceduto in questo modo: prendendo
come riferimento i valori della letteratura, dove sono riportati
valori massimi di decelerazione di circa 6 m/s2 (frenata
brusca ai limiti della stabilità), si è calcolato, per le tre velocità
campione di cui sopra, lo spazio teorico di arresto della bicicletta
dal momento in cui latleta inizia ad esercitare unazione
sul freno. A questi valori, è stato poi aggiunto lo spazio percorso
dalla bicicletta durante un tempo di latenza alla reazione motoria
di circa 180 ms (ipotizzando unattenzione massima) e di raggiungimento
delle leve del freno di 260 ms. Si è così stimato lo spazio totale
di frenata, dal momento in cui latleta riceve lo stimolo esterno
al completo arresto del mezzo. I valori ottenuti sono stati di 13,
21 e 30 m per le tre velocità campione di 36, 48 e 60 Km/h.
Secondo questi risultati la differenza massima tra le diverse modalità
di impugnatura inciderebbe sullo spazio totale di frenata per una
percentuale del 10% a 36 km/h, 8% a 48 km/h e 7% a 60 km/h.
La figura 14 visualizza il legame tra fasi e spazio di arresto,
con riferimento alla velocità di 60 km/h.
Va sottolineato che il tempo di latenza alla reazione motoria utilizzato
per la stima (180 ms), fa riferimento ad una ideale situazione di
laboratorio nella quale il soggetto si aspetta che gli sarà, prima
o poi, presentato uno stimolo al quale reagire. Nel caso, molto
più realistico, in cui latleta è sollecitato a reagire ad
un evento inatteso, il tempo di latenza alla reazione si allunga
notevolmente (in letteratura sono riportati tempi di reazione complessi
in caso di stimolo inatteso sino a 600 ms). La conseguenza di questo
fenomeno comporta l'ulteriore riduzione dell'incidenza percentuale
dell'impugnatura sullo spazio totale di frenata alle diverse velocità.
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